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venerdì 21 luglio 2017

Trasparenza etichette: obbligo di dichiarazione origine dei cereali.

Giusto una settimana fa ho pubblicato un articolo sul tema dei Cereali ed in  particolare del Grano. La situazione era ancora oscura, preoccupante e demotivante, soprattutto per chi fa di questa coltivazione una professione seria e consapevole.
Leggi l'articolo GRANO IN ITALIA: situazione a dir poco sconcertante
Sono contento perchè ad appena una settimana di distanza la situazione sembra si sia parzialmente sbloccata e riporto qui l'aggiornamento che proprio oggi è stato annunciato dai telegiornali:

entro 3 mesi (quindi teoricamente entro fine Ottobre 2017) le etichette dei prodotti alimentari Pasta e Riso dovranno essere aggiornate riportando il paese di origine del prodotto o cereale usato come ingrediente.

Preparatevi a vedere la pasta Barilla, fino ad oggi Made in Italy, con la bandiera Canadese!

Vederemo se i tempi saranno rispettati o se arriveranno le solite deroghe Made in Italy.
Quindi avremo la possibilità di sostenere il vero Made in Italy per il Riso e il Grano, ponendo attenzione alle etichette dei prodotti che ci vengono offerti; vedremo se nei Discount ci sarà la fila ad accaparrarsi i prodotti che il più delle volte sono finti Made in Italy, perchè semplicemente confezionati o preparati e confezionati (la pasta con il Grano straniero) con Riso e Grano al Glifosato, provenienti da paesi dove l'irrorazione di questo antiparassitario è permessa fino a poco prima della raccolta.
Scegliere il vero Made in Italy sarà quindi un vero atto di consapevolezza nella scelta dei nostri prodotti che sono tra i più protetti a livello Europeo e anche mondiale.

giovedì 20 luglio 2017

LIEVITO DI BIRRA: usare quello giusto per una integrazione naturale

Il Lievito di birra ha una presenza millenaria nella storia della salute e del benessere: se ne parlava già in alcuni documenti egizi risalenti a 3500 a.C. come di un preparato a base di "fondo di birra" per la salute e la longevità.
Oggi si producono 2 tipi di lievito di birra, entrambe per fermentazione su un substrato di malto, cioè di Orzo germogliato. A seconda delle temperature utilizzate durante il processo si ottiene un Lievito non più attivo dal punto di vista fermentativo (0 - 5°C) ed uno, invece, attivo, utilizzabile per la preparazione del pane (15 - 20 °C).
Il primo viene essiccato per liofilizzazione (crio-essiccamento) e ridotto in compresse o scaglie, si ottiene così un prodotto integro dal punto vista nutrizionale.
Il secondo tipo di Lievito viene ridotto in panetti ed utilizzato per la panificazione.
Dal punto vista nutrizionale, come integratore, è solo il primo dei due che risulta interessante.
Il suo interesse si rivolge alla sua attività benefica sulla flora batterica intestinale (regolarità dell'alvo e rinforzo delle difese immunitarie; sulla pelle ha effetti benefici contro Acne, seborrea, eczema, foruncoli, ecc.; inoltre sulle unghie e sui capelli ma molto altro ancora.
Contiene naturalmente vitamine, proteine, minerali ed enzimi utili.
La presenza di Vitamine del Gruppo B, fa di questo integratore naturale un ricostituente vitaminico per combattere stress, restituire vitalità anche in caso di stanchezza cronica.
La presenza di Vitamina B3 (Niacina) e B6 (Piridossina), che contribuiscono alla formazione di Serotonina (ormone del Buon umore) rendono questo integratore un buon alleato anche nei casi di depressione lieve. A meno di specifiche intolleranze ai lieviti ed in particolare a questo di Birra, il Lievito in scaglie è un integratore che non ha controindicazioni poichè l'apporto dei principi di cui è ricco, avviene in caso di carenza per compensarla, nel caso contrario, l'eccesso di vitamine viene eliminato dall'organismo, come per tutte le vitamine idrosolubili.
Si tenga presente che il Lievito di birra è anche un portatore di piccole quantità di Vitamina B12, anche se non lo raccomando come integratore di B12 per chi segue uno stile di vita Vegano poichè le quantità apportate non sarebbero sufficienti a sostenerne le scorte.

QUANTO ASSUMERNE
Non si parla di dosaggi precisi ma di dosi suggerite, che possono andare da 2 a 4 cucchiai di Lievito in scaglie al giorno (che diventano da 1 a 3 cucchiaini per i bambini).
A seconda poi di eventuali piccoli gonfiori che seguono alle prime assunzioni, potrebbe essere il caso di iniziare con quantità piccole ed aumentarle progressivamente.
I Vegani dovrebbero assumerlo costantemente facendo delle pause periodiche. Come ho già detto però questo integratore da solo non può mantenere i livelli necessari di B12; sicuramente associato ad altri cibi apportatori di B12 (Alghe) può essere preso in considerazione per tale compito.

COME SI ASSUME
Va detto subito che il Lievito non va scaldato, quindi non va aggiunto al cibo durante le cotture. Deve essere spolverizzato su cibi crudi (insalate) o su cibi cotti appena dopo essere serviti; in questo caso si ottiene anche un effetto insaporitore.

CHI NON DEVE ASSUMERLO
Chi ha intolleranze al prodotto o in generale ai lieviti. Chi ha problemi di Candidosi non deve assumerlo poichè i funghi come la Candida si nutrono anche di lieviti.
Salvo queste eccezzioni, il Lievito di Birra è solitamente ben tollerato se non se ne fa un uso superiore alle dosi suggerite.


Equilibrio - Lievito Alimentare in Scaglie Bio Equilibrio - Lievito Alimentare in Scaglie Bio
Con farina di malto d'orzo.


Vedi la scheda su il Giardino dei Libri

mercoledì 19 luglio 2017

INSUFFICIENZA VENOSA: la potenza del Rusco

Il nome latino di questa pianta, Ruscus Aculeatus, deriva probabilmente da rusticus ("delle campagne") in quanto molto spesso usato nei tempi dai contadini; aculeatus ha a che fare con la forma  di aculeo delle false foglie. Il nome volgare di questa pianta è Pungitopo perchè, grazie ai rami spinosi, veniva spesso utilizzato a fasci per la protezione dei cibi contro i topi.
Inizialmente il Rusco veniva molto più usato in passato per le sue proprietà diuretiche, mentre più recentemente, parliamo degli anni '50, ne sono state scoperte ed accertate le attività vasotoniche, inizialmente sperimentate come decongestionante emorroidale. A seguire si scoprono le attività antinfiammatorie e antiedemigene del Rusco, che lo rendono oggi una delle piante più importanti per l'Insufficienza venosa.
L'insufficienza venosa comporta la seguente sintomatologia:
- dolori ai polpacci
- sensazione di pesantezza
- crampi
- parestesie
- gonfiore degli arti inferiori
- prurito
Per il plesso emorroidale si associano sintomi come bruciore e prurito.
Non è da me esaltare le proprietà di un prodotto naturale senza sottolineare che, come sempre, la prima cosa che dobbiamo curare per ottenere i migliori benefici per la nostra salute è l'Alimentazione.  L'insufficienza venosa, in qualunque area del corpo si manifesti, è un disturbo legato alla ben più generale situazione di sbilancio acido-basico a favore dell'acidosi che di per sè consuma grandi quantità di minerali, sottraendoli là dove meno possono essere disastrosi i danni della loro mancanza. Sappiamo infatti che l'equilibrio fisiologico Acido-Base è di importanza vitale, ragion per cui, in caso di acidosi, il nostro organismo toglierà minerali anche dai tessuti connettivi che sono le strutture di sostegno e contenimento dei nostri organi e visceri.
Tuttavia trovo nel Rusco un benefico alleato di questo segnale di debolezza dei vasi sanguigni che, come rimedio di assalto, è decisamente il più indicato, più dell'Ippocastano.
In particolare per la risoluzione delle problematiche circolatorie che affliggono il plesso emorroidale e e gli arti inferiori, il Rizoma del Rusco è la parte più utilizzata.
I principi attivi che esercitano l'azione più importante del Rusco sono due Saponine steroidee , la ruscogenina e la neoruscogenina . Oltre a queste il Rusco contiene anche Flavonoidi e un olio essenziale importanti per il benessere del microcircolo.
Il meccanismo di azione delle saponine riguarderebbe un'interazione con gli alfa-recettori adrenergici presenti nelle pareti venose, attuando una contrazione della muscolatura liscia del vaso con conseguente vasocostrizione. Il tutto risulta in una tonificazione dei vasi ed un miglioramento del ritorno del sangue venoso.
Studi clinici diversi hanno evidenziato l'attività positiva di estratti standardizzati di Rusco con notevoli miglioramenti della circonferenza degli arti e delle caviglie, della pesantezza e del prurito legati alla stasi venosa di pazienti affetti da insufficienza.
La contemporanea assunzione di Vitamina C migliora l'azione dell'estratto secco di Rusco.
L'enorme diffusione di questi disturbi di insufficienza venosa è associabile ad una alimentazione troppo ricca di proteine, carboidrati (soprattutto raffinati come farine e zucchero) e grassi (soprattutto insaturi derivanti da carni rosse e non) che producono metaboliti acidi e quindi acidificanti con le conseguenze sopra menzionate in relazione all'acidosi.
In generale il Rusco risulta essere un ottimo rimedio nel caso vi siano edemi e gonfiori agli arti inferiori.
Di fronte ad una enorme richiesta, sul mercato si trovano numerosissimi prodotti, buoni e meno buoni, efficaci e meno efficaci. Occorre quindi fare molta attenzione ai componenti dei prodotti che ci propongono, evitando complesse composizioni con ingredienti non efficaci ma molto utili per aumentare il prezzo del prodotto.
Le migliori associazioni di prodotti naturali per combattere le insufficienze venose sono:
- Rusco Tintura Madre  (TM) + Ippocastano Macerato glicerinato (MG) (eventualmente aggiungendo anche il Castagno che è un ottimo drenante linfatico)
Per problematiche legate a fragilità capillare l'associazione tra il Rusco TM e il Mirtillo TM e Ginkgo MG (il Mirtillo può essere assunto anche sotto forma di succo puro in un normale programma alimentare).
Si possono trovare anche preparati topici in creme e gel a base di Rusco (Pungitopo) con Oli essenziali di Cipresso e Menta; oppure l'associazione Centella ed essenza di Limone.
Per l'assunzione dei preparati per uso orale (TM e MG) è sempre meglio confrontarsi con il proprio medico curante nei casi di patologie dell'apparato cardiovascolare che implicano problemi di pressione, dove magari già si stanno assumendo farmaci; questo confronto è utile anche per conoscere le compatibilità tra i farmaci assunti e i prodotti naturali sopra menzionati.



venerdì 14 luglio 2017

Grano in Italia: situazione a dir poco sconcertante!

Con 18 centesimi al Kg, questo è il prezzo di vendita del Grano duro in Italia gli agricoltori non ce la fanno proprio più perchè lavorano sottocosto.
Le Industrie alimentari italiane preferiscono il grano straniero che giunge nei nostri porti con navi stracariche non solo di questo prodotto ma anche di tutti i composti chimici autorizzati e utilizzati nelle colture oltre frontiera: costa meno! Il Canada e l'Ucraina 2 paesi fra tanti.
Le industrie alimentari che comprano e usano il grano straniero per produrre in Italia tutto ciò che propongono nei loro listini, sono anche le stesse che si fanno pubblicità facendo credere ai consumatori italiani che i loro prodotti sono Made in Italy. Una di queste è certamente BARILLA, ma tante altre seguono l'esempio e vendono alle grandi catene di supermercati prodotti come la pasta a prezzi imbattibili e promozioni (tipo paghi 2 prendi 3).

La realtà ci dice che l'Italia importa fra il 30 e il 40% del grano duro necessario al fabbisogno nazionale; la percentuale sale vertiginosamente quando si parla di grano tenero: 75%. Questo prodotto serve per produrre Biscotti, Pane, e altri prodotti sui quali viene messo il bollino del Made in Italy.
QUALI SONO I MOTIVI ADDOTTI DALLE INDUSTRIE?
Dicono essere assolutamente necessario l'uso dei grani importati e considerati "di qualità" (attenzione a non fraintendere!) ; si tratta di un commento riferito all'aspetto tecnico, di lavorabilità del prodotto. Dicono che questi grani sono più tenaci e sopportano trattamenti impetuosi, garantiscono elasticità ai prodotti, ma a scapito della nostra salute. Si tratta di farine che paragonate ai prodotti edilizi, sono dei buoni "Cementi" e ottime "Colle" che per i mattoni e le piastrelle; sono prodotti che costano poco ed hanno un glutine tenace, ideale per il pizzaiolo ed il fornaio che hanno bisogno di lavorare velocemente e per i pastifici industriali che devono produrre grandi quantità.
Ma, CHI CI GUADAGNA?
Certamente non la nostra Salute. La continua crescita del numero di persone affette dalla Celiachia può essere una risposta a questa assurda abitudine di utilizzare questi grani per produrre in Italia prodotti venduti con il Made in Italy.
Bisogna ribellarsi a tutto questo.
L'industria fa affari ed utili come al solito sulla pelle delle persone che si rivolgeranno al Sistema Sanitario per risolvere i problemi emergenti di salute; il Sistema Sanitario ci intrappolerà in circuito vizioso con esami, analisi strumentali, diagnosi, farmaci per malattie croniche, che grazie alla loro cronicità ci rendono accaniti consumatori di Farmaci chimici, da utilizzare per tutta la vita che non si riesce a capire bene perchè si allunga sempre più.
Certo, ci devono tenere vivi, per consumare alimenti stranieri che sostengono le nostre malattie che sostengono le Industrie del Farmaco e della Salute, altrimenti il PIL se ne va in palla!
CHE COSA FARE DUNQUE?
Il grano Canadese non deve passare più le nostre frontiere! Se aspettiamo che questa decisione la prendano i nostri politici, che al contrario fanno Accordi commerciali per facilitare e garantirsi questi passaggi dalle frontiere (come il recente CETA Comprehensive Economic and Trade Agreement, letteralmente "Accordo economico e commerciale globale"). Ma cosa si garantisce in arrivo da Canada? Grano regolarmente irrorato di Glifosato anche poco prima della raccolta e che permane nel prodotto ritrovandocelo nel pane industriale che acquistiamo e che mettiamo in tavola ai nostri figli.
Occorre garantire che ci sia trasparenza negli ingredienti enunciati sui prodotti venduti e gli italiani devono sapere che cosa stanno mangiando; informazione corretta per chi poi deve decidere consapevolmente cosa acquistare.
Dall'altra parte del banco, gli Italiani devono agire per non comprare i prodotti fatti con materie prime malsane e provenienti dall'estero, dove le regole e le attenzioni sulle pratiche agricole sono dettate dalle grandi industrie dei semi e della chimica. Acquistando con un prezzo del pane o della pasta superiore ma italiano e sano, non significa necessariamente che stiamo spendendo di più; dovremo prima o poi fare i conti con la nostra Salute e da quel momento non baderemo a spese pur di stare meglio (anche solo apparentemente)!
Ricordiamoci che il mercato lo fanno i consumatori: se i consumatori non comperano determinati prodotti, questi sono destinati a scomparire dai banchi dei Supermercati e dei grandi Discount. In tempo di crisi il prezzo e sotto tiro e molti si rivolgono ai Discount dove possono comperare 2 pezzi al prezzo di uno. Questi prima o poi spenderanno in Farmacia i soldi che hanno risparmiato sul cibo.
E GLI AGRICOLTORI COSA FANNO?
Dovrebbero prima di tutto chiedersi che grano coltivano e come stanno trattando la terra nella quale mettono i loro semi. E ancora, prima di tutto, dovrebbero chiedersi quali semi stanno mettendo nella terra che gli è stata affidata, perchè dovrebbero sentire la responsabilità  che hanno per il cibo che stanno producendo; forse non lo sanno ma dovrebbero tutti sapere che stanno programmando la salute dei consumatori dei loro prodotti; ognuno di loro dovrebbe chiedersi se darebbe da mangiare il cibo fatto col loro grano ai loro figli o nipoti.
Certo, la situazione è tale per cui non riusciranno a procurarsi da vivere coltivando il grano e non potendolo vendere al prezzo competitivo di quello che arriva per nave da oltreoceano.
Quindi meglio coltivare altro (Kiwi, pomodori e uva renderebbero di più) piuttosto che rendersi complici di una circuito vizioso dove i semi sono imposti, dove le estensioni del coltivato devono essere enormi, le attività meccanizzate al massimo, fertilizzando con la chimica e spandendo antiparassitari e diserbanti a più non posso per salvare il salvabile.
Dietro queste realtà agro-industriali ci sono a onor del vero anche persone che piantano alberi, si scambiano semi, organizzano feste per le mietiture, contadini che condividono macchinari per non investire più del necessario, che fanno girare ancora i mulini, anche quelli a pietra, acquistano pastifici in cooperativa e forniscono mercati locali, quelli delle loro parti, dove la gente si impegna ancora a cercare chi come loro sono consapevoli che la Salute parte prima di tutto dall'impegno del contadino che produce con onestà e intelligenza senza cercare futili guadagni sulla pelle degli altri.

IL RITORNO DEI GRANI ANTICHI (Senatore Cappelli, Saragolla, Tumminia, Grano Monococco, Gentil Rosso, Verna, Rieti, e tanti altri che provengono da varie aree e regioni d'Italia) è un segnale positivo di questa tendenza di aumentata consapevolezza; contadini che si stanno rivolgendo alle colture di prodotti che rubano dalla storia dell'agricoltura, quella che "la gente la guariva e non l'ammazzava". 
Si tratta di grani più digeribili e che hanno un sapore diverso. Grani che non hanno bisogno di fertilizzanti che "pompano" e danno alla terra un gran bisogno di acqua; non hanno bisogno di pesticidi se il contadino torna a far ruotare le colture.
Sono colture che rendono meno ma i prodotti vengono pagati di più perchè si riconosce in essi un prodotto molto ma molto più nutritivo, più salutare.
Questo è un inizio di cambiamento che per fortuna riguarda l'alimento più importante che ancora ci riguarda: il grano. E speriamo che questa cultura si espanda e vada a coinvolgere tutto quello che poi arriva sulle nostre tavole.













GUARDA L'AGGIORNAMENTO AVVENUTO IL 21/7/2017: TRASPARENZA ETICHETTE PER RISO E PASTA.

domenica 9 luglio 2017

BIOLOGICO: quando non sapevi che stavi coltivando Bio.

<< Di solito a Febbraio il tempo diventava più mite e la giornate erano comunque meno corte. 
In questo mese si lavorava la terra con i buoi. 

La nostra terra era grossa e argillosa e si lavorava quando faceva ancora freddo poi veniva qualche gelata e rompeva le zolle. Prima di lavorare la terra si spandeva il concime delle pecore e dei buoi. Poi c'era il liquame della stalla e ... anche quella del gabinetto nostro: tutto veniva riutilizzato. Intorno ai tronchi degli olivi si distribuivano i ''vermicelli'', delle striscioline di pelle che venivano dai cappellifici del paese vicino. Fra concime, liquame e vermicelli si doveva maneggiare tanta roba che puzzava forte, e qualche giorno si puzzava anche noi!
Ora si parla tanto di agricoltura biologica come se l'avessero inventata di recente, ma a me sembra che la praticavamo anche noi senza fare tante storie.>>

Tratto da "Il libro di Pietro" (Terra Nuova Edzioni), l'autobiografia di un contadino cresciuto ai tempi della mezzadria.


Il Libro di Pietro Il Libro di Pietro
La storia di un contadino toscano
Pietro Pinti, Jenny Bawtree

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mercoledì 5 luglio 2017

LA MIA PREGHIERA LAICA: tanti insieme è più efficace.

Ogni mattina dopo aver praticato i 5 RITI TIBETANI  e aver fatto una sessione di MEDITAZIONE, alla fine di quest'ultima come PREGHIERA DI CHIUSURA delle mie pratiche, invio nel mondo, grazie all'energia universale che circonda tutto e tutti e che ci unisce anche se non ne siamo consapevoli, una preghiera che condivido nella speranza che molti altri facciano lo stesso per renderla più efficace.
Ve la propongo:


"Possa l'energia positiva derivante non solo da questa Meditazione ma anche da tutti i miei pensieri, parole e gesti positivi del passato, del presente e del futuro, essere di supporto alla sofferenza di tutti gli Esseri.
Possa questa energia giungere in particolare a tutti gli Esseri che nel mondo stanno soffrendo a causa di Guerre, Malattie, eventi naturali, mancanza di cibo, mancanza di acqua, mancanza di amore.
Possa questa energia giungere nei cuori di tutte le Persone affinchè sviluppino Consapevolezza, Comprensione e Compassione, fonti della SOLIDARIETA', unica soluzione per la PACE UNIVERSALE."

Credo fermamente in queste parole e le recito con emozione e consapevolezza della situazione che l'Uomo sta continuando ad alimentare per obiettivi puramente materialistici ed egoistici; vedo la sofferenza che molti esseri viventi stanno sopportando per mano dell'Uomo che si accanisce contro tutto e tutti.
La SOLIDARITA', che nasce dalla Consapevolezza, dalla Comprensione e dalla Compassione è veramente il collante nella vita del Pianeta e dell'Universo.
Se fossimo in tanti a recitare quotidianamente questa potente preghiera laica, sono certo che potremmo raggiungere risultati eccellenti che forse non vedranno la luce nel momento presente ma che potranno dare i risultati nel lungo periodo.
Quante più persone accetteranno di pregare con queste parole, senza sentirsi appartenenti ad una Religione, più energia positiva riusciremo ad inviare per riequilibrare questa tendenza negativa che non può altro che portare alla nostra stessa distruzione.
Sono convinto che una PREGHIERA LAICA sia molto più potente di ogni altra preghiera religiosa perchè, se le Religioni dividono, l'energia Positiva che deriva da una moltitudine di persone che credono nella Solidarietà, può diventare uno Tzunami (onda inarrestabile) dagli effetti positivi travolgenti.

martedì 4 luglio 2017

COME FANNO DALLE MIE PARTI? Siccità in agricoltura: argomento mediatico o conseguenza dello sfruttamento intensivo?

Argomento mediatico o conseguenza dello sfruttamento intensivo della terra?
Entrambe le cose.
Ma COME FANNO DALLE MIE PARTI? 
Abbiamo avuto recentemente un nuovo caso mediatico, e come si dice "carogne per le Iene": la siccità nelle colture italiane che ovviamente è scomparso con l'arrivo delle piogge, in attesa che si possa parlare e mostrare immagini di alluvioni, esondazioni, campi agricoli trasformati in acquitrini.
E' colpa della mancanza di piogge.
E' colpa del cambiamento climatico
E' colpa degli invasi di stoccaggio acqua insufficienti
E' colpa dei gestori degli invasi che non vogliono mollare abbastanza acqua
E' colpa di qui, è colpa di là, ma non si sente denunciare da nessun telegiornale che la COLPA E' DELLE COLTIVAZIONI INTENSIVE, quelle fatte nei terreni monocolturali, dove da anni si seminano gli stessi semi Monsanto che devono crescere in terreni concimati con la chimica e le piante difese con il Glifosato e numerosi altri antiparassitari, antifungini, e tanti altri ANTI.., ma sempre tutto chimico, se no addio raccolto.
DALLE MIE PARTI, vedo cosa fanno gli agricoltori giorno dopo giorno, mese dopo mese, stagione dopo stagione, perchè tra i campi ci vado a passeggiare con i miei cani; QUI dove gli agricoltori nei campi ci mettono ancora il letame, quello organico che si raccoglie dalle stalle delle mucche, dei cavalli, delle capre, il terreno è molto più fertile e la componente organica della terra è quella che trattiene l'umidità anche nei periodo di secco.
L'HUMUS è quello che mantiene viva la terra e quello che ci seminano.

Allora, quando ci spargono il letame (che c'è una puzza che mi piace perchè non è chimica), si vede la terra che pian piano assorbe il concime finchè non passano gli aratri. Poi vedi che hanno seminato, tutto in file che sembra ordinato; poi spunta il Granoturco verde e rigoglioso, non c'è una foglia secca neanche quando in estate non piove per settimane; mentre il granoturco delle terre coltivate col il metodo intensivo si riduce velocemente in sterpi secchi, senza più foglie e cadenti, su una terra che assomiglia a quella dei deserti della California.
Le Associazioni dei Coltivatori, che hanno sostenuto e a volte obbligato gli agricoltori a sfruttare la loro terra altrimenti rischiano la chiusura, adesso enunciano "stati di calamità" dando cifre stratosferiche che sembrano dare un valore di quello che stanno perdendo; ma quello che si sta perdendo non è altro che terra sterile, piena di antiparassitari e composti chimici che avrebbero dovuto fare le veci del fertilizzante ma che in realtà hanno ammazzato tutto, microrganismi ed insetti utili a mantenere fertile la terra.
Si riducono ad essere vere e proprie idrocolture per poter far crescere qualcosa.
Qui si dimostra semplicemente che questo tipo di agricoltura non può reggere ancora a lungo e non può essere il sistema giusto per sfamare il pianeta. I grandi coltivatori che sfruttano milioni di ettari di terra in questo modo innaturale, non possono continuare su questa strada; il futuro, se si vuole sopravvivere e si vuole vivere su questo pianeta, è un ritorno alla vecchia agricoltura, gestita da piccoli agricoltori che si prendano cura della terra prima che dei loro raccolti, perchè se la terra è rispettata e vengono rispettati gli ecosistemi del terreno, senza uccidere tutto con la chimica, ma alimentando e sostenendo i complessi organici che fanno parte del terreno e la biodiversità che c'è anche nella terra, allora quella stessa terra darà tutto quello che può darci, ciclo di coltivazione dopo ciclo di coltivazione, alternando le colture per alimentare il terreno in modo naturale, come fanno dalle mie parti e tutti saranno soddisfatti.
Dalle mie parti, se da qualche anno hanno coltivato il mais, allora si cambia: la soia per esempio viene seminata per arricchire il terreno di sostanze azotate, concime naturale per le piante che verranno seminate dopo questa leguminosa. Le Leguminose, si sa, hanno questa caratteristica, "fissano l'azoto" grazie a microrganismi amici che creano veri e propri depositi di sostanze azotate proprio attaccate alle loro radici. Quando questa coltivazione sarà terminata, avrai raccolto il legume ed il tuo terreno è pronto per essere seminato con il Mais, e se non piove la terra restituirà quello che con tanto amore ed intelligenza ci hai messo.
Questa è intelligenza, quella che ci si aspetterebbe da un essere "teoricamente" più evoluto sul pianeta, ma che del pianeta sta facendo un vero e propri sfacelo.
La DESERTIFICAZIONE della terra si ottiene anche sfruttandola e poi abbandonandola, è solo questione di tempo se non ci si ferma e non si ricomincia daccapo.